La visita al monastero buddista di Pomaia

Studenti e studentesse delle classi terze alla scoperta di un’esperienza di ascolto, interiorità e incontro

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Quest’anno il dipartimento di Religione cattolica ha proposto per le classi terze la visita all’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (Santa Luce, Cecina) come nuovo sviluppo del progetto “Livorno città aperta” il cui intento è far incontrare gli studenti con la ricchezza della diversità culturale e religiosa presente sul nostro territorio. Avendo aderito all’iniziativa otto classi terze abbiamo distribuito la visita in quattro date con la partecipazione di due classi per volta (per un totale di circa 180 studenti). Una volta raggiunta Pomaia con il pullman, la visita si è svolta in due parti: una di spiegazione sull’essenza del buddismo con la monaca Carla, e l’altra sulla meditazione buddista con esempi pratici insieme alla monaca Lucia. Sia da parte dei professori sia da parte degli studenti abbiamo unanimamente apprezzato sia la preparazione sia l’autorevolezza della parola delle due donne.

Il Buddismo, nato intorno al VI sec. a.C. in India e diffusosi poi in estremo oriente, si è affacciato in Occidente solo a metà del XX sec. radicandosi lentamente ma progressivamente in America e in Europa. L’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia è sorto nel 1976 ed è il più importante centro buddista d’Italia e uno dei più grandi in Europa. 

La diversità della filosofia-psicologia buddista, con la sua peculiare apertura religiosa, rappresenta un potenziale arricchimento per la nostra identità culturale data l’importanza attribuita sia all’etica che trova il suo centro nella compassione (già patrimonio delle radici ebraico-cristiane dell’occidente) sia alla meditazione per la ricerca del proprio io interiore finalizzato al raggiungimento della felicità e della pace. L’esperienza, seppur breve, ha aperto agli studenti una finestra di senso per vivere con maggiore consapevolezza la propria vita spesso disorientata e sfilacciata dalla frenesia della vita quotidiana. La scoperta (o riscoperta) dell’importanza di potersi prendere un momento di sosta nella giornata per scendere nella propria profondità e trovare lì la calma e la lucidità per rispondere alle proprie domande, è un modo per un vivere più presenti a se stessi nel qui ed ora con le persone che ci circondano. Come afferma il monaco vietnamita Thich Nhat Hanh (1926-2022) “il miracolo non è camminare sull’acqua, ma camminare sulla terra sapendo di camminare; il tempo più importante è adesso; la persona più importante è chi ti sta davanti e chi ti chiede aiuto; la cosa più importante è fare il bene possibile, qui ed ora” (cfr. Il miracolo della presenza mentale. Un manuale di meditazione, Ubaldini Editore)

Alla fine della visita ci è stato consegnato un piccolo cuore da appendere al collo per ricordarci che l’essenza del buddismo, come già detto, è ritrovare sé stessi e prendersi cura delle persone che sono vicino a noi.

Prof. Marcello Marino,

referente del Progetto “Livorno città aperta”

il tempio buddista di pomaia monaca buddista seduta al centro di fronte, in primo piano si vedono studenti di spalle seduti di fronte a lei statua di una divinità buddista con studenti di spalle in primo piano; la divinità ha quattro braccia e le gambe nella posizione del loto studenti seduti su cuscini, sullo sfondo una monaca buddista di spalle, sul fondo della stanza degli altari